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Perché si festeggia San Valentino il 14 febbraio?

Perché si festeggia San Valentino il 14 febbraio?

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14 febbraio, festa degli innamorati. Una ricorrenza che si celebra in gran parte dei Paesi occidentali con scambi di regali, frasi romantiche, fiori e cioccolatini. Ma da dove deriva l’idea di dedicare una giornata a tutte le coppie felici? Scopriamo insieme perché si festeggia San Valentino nel modo che tutti noi oggi conosciamo.

Dai riti pagani alle celebrazioni cristiane: l’origine della festa di San Valentino

Il nome delle festa religiosa deriva dal santo martire cristiano Valentino da Terni, morto il 14 febbraio del 273.

In qualità di vescovo, pare sia stato il primo a unire in matrimonio un pagano e una cristiana.

Ma altre storielle raccontano di un episodio quasi prodigioso che gli valse il titolo di protettore degli innamorati.

Si narra infatti che un giorno il vescovo Valentino fece innamorare due giovani scatenando intorno a loro il volo di due piccioni intenti a scambiarsi effusioni.

Da qui, il termine “piccioncini” comunemente utilizzato in modo scherzoso.

La celebrazione del santo martire venne istituita nel 496 da papa Gelasio I in sostituzione ai lupercalia, i culti pagani in onore della fertilità.

Si trattava di riti orgiastici cui partecipava la plebe il 15 febbraio. Atti sessuali promiscui tra giovani che volevano testare la propria fertilità: momenti di libertinaggio estremo di certo non gradito alla morale cristiana.

Le valentine: ecco perché si festeggia San Valentino con i biglietti d’auguri

La pratica moderna del reciproco scambio di romanticherie risale al Basso Medioevo.

In particolare, nel XV secolo si diffuse tra gli innamorati l’usanza di scriversi le “valentine“. Si trattava di biglietti spesso sagomati in forma di cuore, colomba o cupido, e arricchiti delle più melense dichiarazioni d’amore.

La testimonianza più antica è la serie di biglietti scritti da Carlo d’Orléans al sua moglie quand’era detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta di Angicourt (1415). Parole tenere in forma breve e immediata, per arrivare dritte al cuore.

Ecco perché si festeggia San Valentino ancora oggi affidando a pensieri scritti il proprio sentimento. Un’abitudine che a partire dal XIX secolo si è ingigantita fino a raggiungere una massiccia produzione industriale di biglietti d’auguri.

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